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Vale davvero frequentare l’università anche se non troverai un lavoro nel tuo campo?

Questo investimento ti ripagherà.

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Vale davvero frequentare l’università anche se non troverai un lavoro nel tuo campo?

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Anche se è stato quattro anni fa, ancora ricordo la domanda più stressante che ho visto sulla richiesta per iscrivermi all’università: “Cosa studierai alla scuola di specializzazione?” 

Avrei scelto la mia specializzazione soltanto durante secondo semestre di università e il Common Application si aspettava che io sapessi già dal liceo cosa avrei voluto studiare alla scuola di specializzazione? Ma dai!!! Non sono ancora sicuro di quello che farò dopo l’ università e sono già all’ultimo anno.

Quando ero al liceo e all’inizio dell’università pensavo che scegliere una specializzazione significasse scegliere una carriera per il resto della mia vita.  Le persone presumono che la vostra specializzazione sia la vostra passione. Altrimenti, perchè spendereste migliaia di dollari per studiare qualcosa a cui non siete appassionati?  Tanti studenti adorano ciò che studiano, ma per molti altri, non è proprio così.

Per quasi metà dei laureati piu’ recenti il loro primo lavoro dopo università non è attinente alla loro specializzazione.  Inoltre, quasi un terzo dei lavoratori non si dedica mai al campo in cui ha studiato. Inoltre, molte persone cambiano la loro carriera durante la loro vita.  

La carriera di mio padre, per esempio, non è legata all’ orticoltura o all’ economia, ovvero le materie di cui si e’ occupato all’università. A lui piace reinventarsi tante volte e ha intrapreso carriere nell’ architettura del paesaggio, costruzione, beni immobili, e gestione aziendale.

Quindi,  la nozione che la tua specializzazione definisca il tuo futuro è irrealistisca.  Tuttavia, ancora tante persone si dedicano al campo in cui hanno studiato. Mi chiedo, allora, se  l’università deve prepararle per quel lavoro dopo la scuola. Non è neanche chiaro se le università facciano questo in realtà. Mentre circa il 60 percento dei datori di lavoro pensano che i laureati recenti possano aver successo in posizioni di basso livello all’inizio della loro carriera, uno studio del Chegg ha scoperto che solo il 39 percento dei manager si e’ reso conto che i nuovi laureati non“fossero completamente o abbastanza preparati per un lavoro nel loro campo di studio.”  Inoltre, molti manager affermano che i laureati recenti manchino delle abilità necessarie: come l’abilità di communicazione orale e scritta, l’etica di lavoro, e l’abilità di leadership.

Anche se i laureati potrebbero non essere preparati ad unirsi alla forza lavoro, c’è un’altra ragione per cui le persone continuano ad iscriversi alle università: le università provano ad aiutare gli studenti a diventare persone dalle “mille qualità”. Solo passare del tempo all’’università espone gli studenti ad idee diverse da quelle con cui vengono educati.  Inoltre, gli studenti seguono corsi che focalizzano sulla diversità e su una gran varietà di discipline. All’Università di Massachusetts Amherst tutti gli studenti devono seguire corsi in scrittura, matematica, scienze e materie che trattino della diversità sociale e culturale. La crescità personale di cui le persone fanno esperienza durante l’università ha un gran valore, ma la maggioranza delle persone decidono di frequentare l’università a causa della promessa che cio’ li aiuterà a trovare un lavoro.  

Tuttavia, la maggioranza delle persone non investirebbe decine di migliaia di dollari nella propria educazione solo per diventare una persona migliore. Le perone investono nell’università a causa di statistiche come quelle che nel 2015 affermavano che i laureati guadagnino il 56 percento in più dei semplici diplomati.  I laureati tra l’ età di 25 e 32 anni, inoltre, guadagnano $17,500 in più all’ anno rispetto ai diplomati.

Che siano preparati per la vita lavorativa o meno, i laureati si trovano in una posizione statisticamente migliore  di quelli che non hanno frequentato l’università per niente.  Inoltre, sono sicuramente delle persone diverse, se non migliori, rispetto a quando cominciano come matricole. Se è conveniente, da un punto di vista statistico l’università è sicuramente un ottimo investimeto e ne vale la pena. Di certo questo e’ qualcosa che se avessi saputo al liceo, mi avrebbe rassicurato molto. 

Joe Frank può essere raggiunto a [email protected]

Alessia Guglielmi e’ una traduttrice del Dipartimento di Italiano e puo’essere raggiunta a [email protected]

Eleonora Pellicano e’ un’editrice del Dipartimento di Italiano e puo’ essere raggiunta a [email protected]

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